Università degli Studi di Milano
Facoltà di Scienze Politiche
LA PROVA FINALE
Norme generali
Come partire
Quando iniziare
La scelta dell’insegnamento
La scelta dell’argomento
La raccolta dei primi dati
La presentazione del progetto
La stesura della scaletta
Come lavorare
I dati
Le interviste
Come evitare gli errori più frequenti
Come dare qualità alla tesi
Come rifinire il testo
Lo stile
Le citazioni dei testi
La bibliografia
I documenti online
Tavole e figure
L’indice
Il frontespizio
Come concludere
La domanda di tesi
Prepararsi alla discussione
Come si svolge la seduta
Il calcolo del voto di laurea
Valorizzare il titolo di studio

Norme generali
In base all'ordinamento di Scienze dell'amministrazione (Sam), la prova finale consiste nella discussione di un elaborato, scritto o su supporto digitale (cd, dvd, pagine web..), capace di apportare un contributo originale all'interno della seguente tipologia:
analisi della letteratura scientifica su uno specifico problema
ricerca sul campo, di tipo quantitativo o qualitativo
analisi dei dati statistici o delle fonti documentali
valutazione di programmi e di politiche, in ambito pubblico o privato
valutazione di significative esperienze formative (ad esempio, lo stage)
applicazioni di nuove tecnologie (ad esempio, nel campo dell’eGovernment)
simulazioni ed esperimenti
disegno o collaudo di specifici progetti, in ambito pubblico o privato
organizzazione di basi di dati.    
Alla prova finale sono riservati 6 crediti. Pertanto l'impegno si aggira intorno alle 150 ore, equivalenti a 4-6 settimane di ininterrotto lavoro.
Nel caso la tesi abbia la forma tradizionale di un saggio, il testo è di norma compreso fra le 30 e le 40 cartelle di circa 2500 battute ciascuna, comprensive della bibliografia, della webgrafia (cioè dell’elenco dei siti web consultati) e di eventuali appendici.

Come partire
Quando iniziare
Se per la tesi di Sam è stato calcolato un impegno di circa 150 ore, la loro distribuzione nel tempo dipende dalla possibilità di concentrarsi solo su questo obiettivo, o dalla necessità di dividere le energie tra lavoro e preparazione degli ultimi esami. In ogni caso, è bene iniziare a porsi il problema almeno almeno 2-3 mesi prima della data prevista per la consegna del lavoro.
Nel programmare il vostro lavoro, cercate di trovare almeno due settimane di concentrazione a tempo pieno per la stesura finale.
La scelta dell’insegnamento
La prova finale va collocata nell’ambito di un insegnamento del quale si è sostenuto l’esame. Se l’insegnamento non è tra quelli previsti dal proprio corso di laurea (ad esempio, perché sostenuto in un altro corso o facoltà come insegnamento a scelta dello studente), occorre chiedere un’autorizzazione al Consiglio di coordinamento didattico.
In molti casi, scegliere l’insegnamento equivale a scegliere il/la docente che vi seguirà e che farà da relatore. Accertatevi, anche chiedendo informazioni ai vostri colleghi, dell’effettiva disponibilità del docente. Alle volte, il cumulo degli impegni didattici e gestionali impediscono anche al professore più volonteroso di curare come vorrebbe le tesi.
Comunque, è preciso dovere dei docenti seguire i tesisti. In base alle deliberazioni del Consiglio di facoltà,
“1. Ogni docente e ricercatore confermato, al quale ne venga fatta richiesta, è tenuto ad assegnare dieci tesi nel corso di ciascun anno accademico, avendo ovviamente facoltà di assegnarne in numero maggiore.
2. L’assegnazione della tesi non può essere subordinata al voto ottenuto in una o più materie, né alla media complessiva”.
La scelta dell’argomento
L’argomento dell’elaborato finale deve essere concordato con il docente: infatti è con lui che va verificata la rilevanza del tema e la fattibilità della ricerca. Per avere un’idea dei temi accettati dai vari docenti, può tornare utile consultare – attraverso i terminali Sifa dislocati in facoltà – i titoli delle tesi da essi assegnate nell'anno accademico in corso.
Ma in genere è la vostra proposta a risultare determinante. Nella scelta dell’argomento, considerate questi elementi.
1. Il vostro interesse
Un lavoro fatto con passione riesce sempre meglio di uno fatto solo per dovere. Per fare la tesi occorre innanzi tutto un problema di ricerca interessante, capace di suscitare la  vostra curiosità intellettuale per diverse settimane.
Per farvi venire delle idee, può essere utile ritornare su qualche argomento incontrato nel preparare gli esami, o discusso a lezione, o portato alla luce da letture ed esperienze personali, non solo di lavoro.
2. Il vostro futuro dopo la laurea
Se siete orientati a cercare o cambiare lavoro subito dopo la laurea, vi conviene scegliere un tema che faccia da biglietto da visita per entrare nel settore che più vi interessa. In questo caso, individuate un argomento che vi permetta:
di approfondire la vostra conoscenza del settore (normativa, organizzazione, attori, risorse finanziarie, problemi..)
di dimostrare ai vostri potenziali datori di lavoro che avete già fatto un investimento nel loro campo.
Dunque, scartate temi del genere 'La relazione medico-paziente dall'antica Grecia ad oggi', e concentratevi su un più gestibile 'La valutazione dell'intervento clinico: problemi giuridici (o etici, o gestionali..) dopo la riforma sanitaria del 1999’.
Se invece siete orientati a continuare gli studi per raggiungere alti livelli di qualificazione accademica, potete impegnarvi nell'analisi della letteratura internazionale (cioè nell'insieme dei contributi scientifici pubblicati in un determinato settore) su temi di più ampio respiro. 
3. Le effettive risorse disponibili
Il tema dell'elaborato finale deve essere adeguato al tempo che pensate di investire e alle risorse reperibili. In genere, gli studenti sbagliano per eccesso, individuando argomenti che richiederebbero un’équipe di ricercatori al lavoro per anni. Per avere un’idea dell’ampiezza dei temi, può essere utile scorrere i titoli delle tesi di laurea triennali pubblicati nei calendari tesi di facoltà alla pagina www.scienzepolitiche.unimi.it > Home > Organizzazione > Laurearsi
La raccolta dei primi dati
Internet è ormai il serbatoio di conoscenza  più rilevante in tutti i campi di studio. Ha il vantaggio di essere in continuo aggiornamento e di essere consultabile più e più volte, da qualunque luogo e in qualunque momento.
Interrogate un buon motore di ricerca dando le vostre parole chiave, possibilmente tradotte in inglese. Avrete un'idea di come in altri contesti viene affrontato il problema che vi interessa. Ricordate che il riferimento alle esperienze straniere e/o alla letteratura scientifica internazionale, in genere anglofona, danno qualità al vostro lavoro.
Imparate a restringere la ricerca aggiungendo nuove specificazioni e usando le modalità di ricerca avanzate.
Privilegiate le informazioni fornite da siti istituzionali, da centri di ricerca, da università.
Partite dalle informazioni più recenti, ad esempio aggiungendo le cifre dell'anno in corso nella stringa di ricerca.
Cercate di capire in fretta se una pagina web é davvero cruciale, e quindi va letta con attenzione e salvata, o se invece merita solo uno sguardo trasversale.
Quando salvate dei brani, ricordatevi sempre di registrare l'indirizzo web e il giorno dell'ultimo accesso, perché i siti cambiano continuamente.
A questo punto, dovete anche decidere quale forma prenderà il vostro lavoro: la classica tesina rilegata, una presentazione multimediale, un sito internet....
Probabilmente, la maggioranza sceglierà la prima alternativa. In ogni caso, occorre stendere un progetto provvisorio del vostro lavoro.
La presentazione del progetto
Dopo una decina di ore di ricerca sul web, dovreste avere capito meglio su quali aspetti del vostro tema o su quali interventi conviene soffermarsi. Siete quindi in grado di scrivere una pagina con la vostra proposta di tesi da presentare al docente.
Potete seguire uno schema di questo tipo:
i vostri dati personali (nome, cognome, indirizzo email, n. telefono)
la vostra carriera universitaria (corso di laurea, indirizzo, media dei voti, n. crediti mancanti)
la data
il titolo provvisorio
una breve descrizione del tema e delle motivazioni che vi spingono a studiarlo
una prima bibliografia con i testi che avete visto spesso citati e una webgrafia essenziale.
Non conviene andare oltre prima di avere verificato con il relatore la sensatezza del vostro progetto.
Prendete attentamente nota delle sue osservazioni. Molte volte, è il docente stesso a suggerire un outline per il vostro lavoro, a darvi indicazioni di stile, a segnalare testi o siti internet utili.
La stesura della scaletta
Se il docente non vi ha dato precise indicazioni, spetta a voi il compito di stendere un outline. Questa traccia, che con ogni probabilità sarà modificata diverse volte durante il percorso, in genere deve prevedere spazio per:
la presentazione del problema: perché è interessante e quali elementi rafforzano la sua rilevanza (dibattito scientifico, richiami da parte di organismi internazionali, interesse dei media…)
la delimitazione dell’’arco temporale e dell’ambito geografico considerati
la discussione delle ipotesi, delle diverse spiegazioni, delle diverse soluzioni presenti nel dibattito nazionale e internazionale (diverse valutazioni della gravità e della persistenza del problema, diversi giudizi sull'equità della situazione..)
l'individuazione del metodo di studio, della prospettiva, delle fonti utilizzate: quali variabili attirano a vostra attenzione, e perché ...
il vostro specifico contributo alla conoscenza del problema: quali dati pensate di raccogliere, quali situazioni volete confrontare...
la discussione dei risultati: quali tesi escono confermate e quali smentite
una breve conclusione con il riepilogo del percorso compiuto
la bibliografia effettivamente utilizzata
la webgrafia.
Nella stesura della scaletta, possono tornare utili questi spunti.
L'uso di Word nella modalità 'visualizzazione struttura' vi aiuta a modificare rapidamente l'ordine e la gerarchia dei diversi temi. Se non l’avete mai usata, fate prima qualche esercizio.
Non limitatevi a scrivere i titoli provvisori dei capitoli e dei paragrafi, ma assegnate ad essi anche un numero di caratteri orientativo per il relativo testo. 30 - 35 pagine si riempiono in fretta, e rischiate di spenderle tutte nella presentazione del tema.
Assegnate ai capitoli anche una data orientativa per il completamento. Nella sessione di fine inverno, sballare i tempi costa caro, perché occorre iscriversi a un altro anno accademico.
Verificate con il docente la correttezza della vostra impostazione e chiarite con lui i vostri dubbi.

Come lavorare
I dati
Una volta definita la scaletta, occorre passare alla raccolta dei dati per riempirla di contenuti.
Siate selettivi, e cercate di capire subito con quale tipo di documento avete a che fare: una relazione tecnica, un lavoro scientifico, un blabla di propaganda politica...
Trattate il documento solo dal punto di vista che vi interessa: molto spesso è sufficiente estrarre solo un dato o un’idea.
Non fidatevi della memoria: annotare subito i dati e la loro fonte. Quando arriverete al decimo documento letto, non sarete più in grado di ricordare chi ha detto che cosa. Usate il copia/incolla per i documenti digitali, e i post-it per i documenti cartacei.
Vi raccomandiamo di dare un limite temporale alle vostre ricerche, perché le informazioni esistenti sono sicuramente più di quelle che riuscite a rielaborare.
Le interviste
Esistono fonti accessibili all’infinito (documenti scritti, pagine web, database online, trasmissioni registrate..) e altre non rinnovabili: le interviste, le riprese di un evento.. Queste ultime vanno preparate molto bene. A meno che l’intervistato non sia il vostro migliore amico, non dovete sprecare un’occasione irripetibile.
Non usate l’intervista per avere una prima informazione generale sul tema: per questo c’è internet e ci sono le banche dati dei quotidiani.
Non chiedete opinioni su fatti che non conoscete: l’intervistato si accorgerà della vostra ingenuità, e vi racconterà quel che vuole.
Dimostrate sempre al vostro interlocutore che sapete di che cosa state parlando, e che le sua dichiarazioni saranno comunque verificate.
Come evitare gli errori più frequenti
1. Citare non è copiare
La diffusione di documenti digitali ha enormemente facilitato la copiatura integrale dei testi. E internet è zeppa di tesi di laurea già fatte. Queste pratiche vanno assolutamente evitate. Oltre a esporvi a sanzioni amministrative o penali, le copiature vi fanno perdere stima e punti nel giudizio del docente. Non pensate di farla franca. Un professore si accorge immediatamente del passaggio da testi sciatti, con una punteggiatura approssimativa, a testi forbiti con un periodare sciolto. E i motori di ricerca possono smascherare facilmente questi trucchi.
Anche la traduzione letterale di lavori in altre lingue in genere viene facilmente smascherata.
Sui temi del momento, la rete è piena di ogni tipo di documenti ed elaborati, e la tentazione può essere forte. Ma in sede di discussione con il relatore e con la commissione, se non avete padronanza degli argomenti, fate una pessima figura.
Invece, le citazioni intelligenti e appropriate, anche lunghe, sono un elemento di pregio della tesi. Quando citate letteralmente, mettete il testo tra virgolette e riportate fedelmente la fonte e la pagina. I documenti più lunghi possono eventualmente trovare posto in appendice.
2. I correttori automatici non correggono tutto
Se scrivete ‘un’asse preferenziale’ non c’è correttore capace di accorgersi del grave errore di ortografia. Quindi chiarite con una buona grammatica, anche online, i vostri dubbi.
Molte volte un buon testo è massacrato da una punteggiatura insensata: virgole tra il soggetto e il predicato, proposizioni relative isolate tra due punti e virgola.. Per un docente è difficile concentrarsi sul contenuto quando è continuamente distratto da problemi di grammatica, di sintassi o di punteggiatura.
Per fortuna, il diffondersi di uno stile semplice e lineare permette di evitare questi errori. Scrivete frasi molto brevi, secche, chiare. Limitate al minimo le subordinate. Mettete molti punti e usate gli ‘elenchi puntati’ di word per le enumerazioni più impegnative. Insomma, KISS (Keep It Simple, Stupid).
Ricordate che, se volete usare la vostra tesi come biglietto da visita per il mondo del lavoro, la correttezza formale del testo è fondamentale. Nessuno assegna responsabilità di rilievo a un laureato che può esporre l’ente a una figuraccia infilando un errore di sintassi in una lettera o in un documento. Se alle scuole superiori l’italiano non era il vostro forte, questo è il momento di rimediare, anche ricorrendo ai materiali online che la facoltà mette online su Ariel per la preparazione del test di Lingua italiana per il Tec al sito http://tec.ariel.ctu.unimi.it.
Come dare qualità alla tesi
Su internet esistono molti siti con raccomandazioni e vademecum per tesi di laurea nei diversi settori. Ricapitoliamo qui alcune indicazioni.
1. Le fonti bibliografiche
Grazie all'investimento fatto dal nostro ateneo nei servizi bibliografici tradizionali e online, oggi è molto facile accedere alle banche dati e alle risorse usate dai ricercatori di tutto il mondo. Per la tesi del triennio non è richiesto un uso intensivo di queste fonti. Ma vale la pena di dedicare uno o due giorni almeno a capire come funzionano e quali informazioni contengono. Una buona bibliografia, aggiornata e di respiro internazionale, è un fattore importante per uscire dalla tesi con un voto elevato.
Come punti di partenza per la vostra ricerca online potete usare le pagine dell'ateneo http://users.unimi.it/banchedati/tema.html con l'elenco delle banche dati online diviso per aree disciplinari. Gli elenchi completi delle riviste online sono disponibili partendo dalla pagina www.unimi.it  > Homepage > Ateneo > Organizzazione > Servizi bibliotecari
> Biblioteca digitale.
Mediante login, è possibile accedere alle risorse online anche per chi abita lontano o lavora.
Per le fonti cartacee tradizionali, tutte le biblioteche hanno online i loro cataloghi. Prima di muovervi, controllate che quel che cercate sia effettivamente disponibile.
La nostra facoltà ha la fortuna di avere un'ottima biblioteca. Ricordiamo che dalle sue pagine web http://users.unimi.it/bibliosp/ è possibile verificare la disponibilità dei testi, prenotarli direttamente ed essere avvisati per email di eventuali problemi.
Ai servizi della biblioteca di facoltà si aggiungono quelli dei centri bibliografici di dipartimento, che mettono a disposizione delle vostre ricerche personale qualificato.
In ogni caso, dato lo scarso tempo a disposizione, nella ricerca dei testi dovete essere molto selettivi e concentrarvi sui 10-15 titoli che potete davvero leggere in una dozziina di giorni. Nella scelta, è consigliabile
partire dai contributi più recenti, per risalire a ritroso ai testi più citati nelle loro note bibliografiche;
dare la precedenza agli articoli sulle riviste specializzate, perché spesso all’estero i libri hanno finalità più divulgative.
2. I dati quantitativi
Qualunque sia l’argomento della vostra tesi e il metodo adottato, dare al lettore un quadro dell’andamento nel tempo e nello spazio dei fenomeni che vi interessano rende molto più interessante il vostro lavoro. Provare a ‘prendere le misure’ al tema che studiate è un esercizio che richiede precisione, ma anche fantasia. Da alcuni anni, internet rappresenta una fonte di documentazione scientifica estremamente accessibile e aggiornata. Per non naufragare tra le migliaia di pagine, conviene utilizzare database garantiti da istituzioni universitarie o organizzazioni di provata qualità e darsi un netto limite temporale per la ricerca.
3. Le risorse multimediali
Si dice che un’immagine valga più di mille parole. Cliccate qui per un esempio.
Se pensate di lavorare in settori che apprezzano la capacità di comunicare le idee utilizzando risorse multimediali, sfruttate l’ampia tipologia di elaborati ammessa dal corso di laurea per produrre siti web o presentazioni interattive. Per acquisire le competenze tecniche necessarie, potere usare anche i 3 crediti previsti per gli stage o per altre attività, previa autorizzazione del Consiglio di coordinamento didattico.

Come rifinire il testo
Lo stile
Il testo della tesi va elaborato seguendo alcuni standard di impaginazione, quali la grandezza dei titoli, l'interlinea, i margini e altri tipi di formattazione. Solitamente sono utilizzati formati di questo tipo:

ContenutoStile di WordCaratteristiche

Titolo del capitoloTitolo 1     14 punti, grassetto

Titolo del paragrafo    Titolo 213 punti, grassetto

Titolo del sottoparagrafo         Titolo 312 punti, grassetto e corsivo

Testo del paragrafo  Normale12 punti, normale

Margini (ds,sn,sup,inf)3 cm

Interlinea  1,5

N. caratteri per pagina2500

Comunque non esagerate l’importanza di queste scelte. Qualunque stile va bene, purché sia coerente.
Le citazioni
Salvo diversa indicazione del relatore, i riferimenti bibliografici vanno inseriti direttamente nel testo riportando tra parentesi soltanto il cognome dell'autore, l'anno di pubblicazione ed eventualmente le pagine cui ci si riferisce. L’indicazione delle pagine è obbligatoria nel caso di citazioni tra virgolette. Esempio:

‘Come scrive David Mathews, “L’ambito del pubblico è più antico, più inclusivo e più fondamentale del mondo del governo” (1994, p. 202). Su questa tensione, oltre che sulle formule istituzionali, si regge l’esercizio della democrazia: ”Una democrazia è più che una forma di governo: è essenzialmente un modo di vivere insieme, di fare esperienze comunicandole l’un l’altro” (Dewey, 1916, p. 225)’.

Quando ci sono più di due autori, si riporta il cognome del primo seguito dalla dicitura ‘et al.’ Esempio:

‘Per Dewey (1910), al centro della teoria pragmatica dell’indagine scientifica sta la convinzione che il pensiero è un’attività orientata a trovare soluzioni a situazioni percepite come problemi (Torgerson, 1995, p. 232; Heineman et al., 1990, p. 11)’.

Quando si citano opere straniere dalla traduzione italiana, è necessario aggiungere all’indicazione della pagina la precisazione ‘trad. it.’.
Sia nei riferimenti nel testo, sia nella bibliografia, quando sono citate più opere di uno stesso autore pubblicate nello stesso anno, bisogna accompagnare all'anno l'indicazione "a, b, c," ecc: (1999a), (1999b)...
Per i volumi collettanei, cioè fatti dai contributi di molti autori, se citate l’opera nel suo complesso utilizzate il cognome del curatore (se c’è) o del primo autore seguito da ‘et al.’. Se citate un pezzo particolare, mettete il cognome del suo autore.
Per testi che provengono da giornali o dalla letteratura grigia (papers, rapporti senza autore e con il nome dell’organizzazione che li ha curati, articoli su quotidiani..) potete seguire questa regola. Se le fonti sono poco numerose e non strategiche, citatele per intero in una nota a pie’ pagina. Se invece sono numerose e significative per il vostro lavoro, citatele con lo stesso sistema delle altre (Comune di Milano, 1998), e dedicate un’apposita sezione nella vostra bibliografia a questo tipo di documenti.
La bibliografia
Anche nella compilazione della bibliografia da inserire alla fine della tesina vanno seguiti degli standard.
L'elenco delle fonti è basato sull’ordine alfabetico dei cognomi degli autori, e sull’ordine cronologico nel caso di più opere di uno stesso autore, senza distinguere tra libri e articoli su riviste scientifiche.
Negli articoli o nei contributi scritti da più autori, questi devono essere tutti menzionati.
Per i volumi collettanei, dipende da quel che avete citato nel testo. Se il libro è stato menzionato nel suo complesso e ha un curatore, occorre riportare il cognome e nome di quest’ultimo, seguito dalla dicitura (a cura di). Se avete parlato di un singolo contributo, riportate prima l’autore o gli autori di quest’ultimo, e poi i dati dell’intero volume, come nell’esempio (Allison, 1980)
Quando si cita un articolo vanno menzionate anche le pagine di riferimento.
Ecco di seguito alcuni esempi:

Aldrich J. H. (1993), Rational Choice and Turnout, in  "American Journal of Political Science", Vol. 37, n. 1, pp. 246–278
Allison G. T. (1971), Essence of Decision. Explaining the Cuban Missile Crisis, Boston: Little, Brown
Allison G. T. (1980), Implementation Analysis: The 'Missing Chapter' in Conventional Analysis Illustrated by a Teaching Exercise, in Lewin L. e Vedung E. (a cura di), Politics as Rational Action, Dordrecht: Reidel, pp. 237-260
Allum P. (1973), Italy, Republic without Government?, Londra: Weidenfeld and Nicolson. Trad. it.: Anatomia di una repubblica. Potere ed istituzioni in Italia, Milano: Feltrinelli, 1976

Potete adottare stili leggermente diversi per punteggiatura e caratteri: l’essenziale è che seguiate lo stesso stile per tutta la tesi. 
I documenti online
Per i testi accademici online, seguite le norme generali riportate sopra, aggiungendo l’indirizzo web e la data di consultazione. Esempio:

Sosteric M. (1996), Electronic journals: The grand information future?, in “Electronic Journal of Sociology”, Vol 4, n. 1, http://www.sociology.org/content/ vol004.001/sosteric.html, (27/06/2001)

Per gli altri materiali, cercate di avvicinarvi il più possibile a questo modello, specificando l’autore e/o l’ente (quando sono citati), il titolo, la data del documento, l’indirizzo internet, la data di consultazione (tra parentesi). Esempio:

Presidenza del Consiglio dei Ministri, Circolare n. 4/04 sulle collaborazioni coordinate e continuative, 26/07/2004, http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cococo/circolare.htm (20 /08/04)

Tavole e figure
Se inserite tavole o figure, dovete assegnare loro un numero progressivo e un titolo e citare immediatamente la fonte da cui sono state eventualmente tratte, come in questo esempio.
All’indice del vostro testo dovete aggiungere un indice delle tavole e delle figure, con numero, titolo e pagina della tesi in cui esse compaiono.
L’indice
L’indice generale va inserito all’inizio o alla fine della tesi, a scelta. I titoli dei capitoli, dei paragrafi e, eventualmente, dei sottoparagrafi devono essere accompagnati dal numero della pagina. Ricordate che il vostro programma di videoscrittura fa tutto questo in automatico.
Il frontespizio
Ecco un esempio (file .doc 25 kb), tra i tanti possibili, dei dati necessari: 

Come concludere
Presentazione della domanda di laurea
La domanda di laurea va presentata secondo scadenze prefissate (consultabili alla pagina web delle Segreterie Studenti), attraverso i terminali SIFA oppure attraverso il SIFA online http://www.unimi.it/studenti/servizi_online.htm.
La procedura permette di stampare in primo luogo gli allegati che dovranno contenere il titolo dell’elaborato finale/tesi di laurea e la firma del relatore. Successivamente lo studente potrà compilare la domanda di laurea, corredata dagli allegati elencati nella Guida di facoltà e nel sito del SIFA online.
In generale, sono previsti tre periodi di laurea:
da giugno a luglio
da novembre  a dicembre
da marzo a aprile
A ciascun periodo corrispondono precise scadenze per:
consegnare la domanda di laurea
consegnare il libretto universitario
superare tutti gli esami di profitto

Il deposito delll'elaborato finale
Il deposito dell'elaborato finale entro i termini e con le modalità precisati nella Guida studenti e nel sito di facoltà è condizione indispensabile per accedere alla discussione della tesi-

Prepararsi alla discussione
Innanzi tutto, non dovete agitarvi:
a ogni laureando dei corsi triennali sono dedicati in media circa 15 minuti. La discussione vera e propria in genere occupa solo 12 minuti;
se avete lavorato correttamente, cioè senza copiare, avete raggiunto un grado di conoscenza dell’argomento superiore a quello di molti membri della commissione;
con la vostra presentazione vi giocate solo gli arrotondamenti del voto in più o in meno, perché i relatori comunicano alla commissione le valutazioni complessive degli elaborati prima dell’inizio delle discussioni.
Ma anche se i minuti sono pochi, è importante usarli bene. Il giorno prima della discussione, rileggete il vostro lavoro e marcate i passaggi più importanti. In genere, la prima domanda del relatore vi permette di far capire alla commissione che il vostro non è stato un esercizio di copia/incolla, ma un vero lavoro di ricerca, sia pure in un arco temporale ristretto:
date l’idea del percorso che avete fatto, dal punto di partenza a quello di arrivo
citate le fonti che avete consultato e accennate alla loro importanza o ai loro limiti
collocate il vostro lavoro in un contesto scientifico, come una piccola tessera in un grande mosaico
Prendete qualche appunto e fate delle prove con l’orologio, per rispettare i tempi: ma assolutamente non imparate a memoria la recita, perché l’effetto sarebbe penoso.
Come si svolge la seduta
L’esame di laurea segue una sceneggiatura standard.
1. Il presidente chiama il candidato, talvolta modificando l’ordine prestabilito. Lo studente entra e consegna una copia rilegata della tesi al presidente della commissione.
2. Il presidente dà la parola al relatore, che presenta la tesi e rivolge le domande al candidato.
Fate bene attenzione a rispondere ‘a tono’, e non in base ai vostri appunti!
Se altri docenti intervengono nel dibattito, non allarmatevi: significa che le vostre risposte sono state interessanti.
3. Il presidente invita voi e tutti i presenti a uscire, per permettere alla commissione di stabilire il punteggio a porte chiuse.
4. Per le lauree triennali, la facoltà sta sperimentando l'unificazione delle proclamazioni per tutti i laureati di una data sessione in una giornata chiramante indicata sul sito della facoltà.
Il calcolo del voto di laurea
Il voto di laurea è il risultato delle operazioni specificate sulla Guida e sul sito di facoltà alla voce 'Attribuzione del punteggio e richiesta della lode'.
Valorizzare il titolo di studio
Non dimenticate di valorizzare il vostro lavoro inserendo il titolo della vostra tesi ed eventualmente il testo nelle numerose banche dati on line.
Privilegiate comunque i siti istituzionali, in grado di fornire precise garanzie contro il rischio di saccheggi. I laureati dell'Università degli Studi di Milano hanno accesso gratuito alla banca dati Vulcano partendo dal sito dell'ateneo www.unimi.it  > Homepage > Enti e Imprese > Servizio laureati
Molte riviste specializzate, siti internet, forum, istituzioni, ministeri spesso hanno pagine dedicate alla segnalazione di tesi. Più la sede di pubblicazione è vicina al tema della tesi, più è probabile che il vostro lavoro susciti interesse.
Ve lo auguriamo di cuore.
update: 15/9/2008
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL'AMMINISTRAZIONE
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